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Toglietemi un paio di curiosità... Sono curiosa di scoprire nuovi punti di vista! 
1. Regalate spesso libri? Con che criterio scegliete i libri da regalare? C'è un libro che avete regalato con più frequenza? e l'ultimo?
2. Rileggete i libri? Sì? Quali avete riletto e perchè? No? Perchè?
Io amo regalare i libri che mi hanno trasmesso qualcosa e di solito spero che chi lo riceva riesca a godere allo stesso modo di quelle pagine. Ho regalato spesso Memorie di una Geisha di Golden, perchè mi è piaciuto molto ed era praticamente sconosciuto prima dell'uscita del film. L'ultimo libro che ho regalato è Ebano di Kapuscinski a mia sorella.
L'unico libro che ho riletto è Seta di Baricco, forse perchè quando l'ho letto la prima volta non l'ho saputo apprezzare a dovere e sentivo che mi era sfuggito qualcosa. Ci sarebbero molti libri che rileggerei (Narciso e Boccadoro, Il ritratto di Dorian Gray,...), ma ce ne sono così tanti che ancora non ho letto che mi sembra quasi di "sottrarre tempo" alla scoperta di qualche altro bel libro... e così riamndo sempre e non rileggo mai...
Francesca 

Tutto è durato 10 minuti, forse qualcosina di più … Per carità, nulla di pericoloso, nulla di fantascientifico … però non saprei come spiegarlo … anzi: non so come dirlo. Anche se la situazione era calma, ho avuto un'ondata di sensazioni e scombussolamenti che non so spiegare. Stavo andando a fare la spesa quando ho visto, nella via dietro casa, un ragazzo sdraiato per terra. Per fortuna attorno a lui c'erano 2 ragazzi, che nonostante non lo conoscessero, si sono subito dati da fare e hanno chiamato il 118 (mica sempre la gente 'perde' qualche minuto per dare una mano). C'erano anche un paio di signore che abitano lì vicino. E qui la prima cosa che mi ha colpita: la ragazza visibilmente preoccupata, il ragazzo si è messo da parte, muto muto. Io e la ragazza stavamo lì vicino a cercare di capire cosa poteva essere successo "Come stai? Mi senti? Hai preso una testata?" e lui niente. Poi con un sibilo di voce ha sussurrato "Aiutatemi" e lì, la Florence Nightingale che è in me, ha preso il sopravvento: mi sono messa in ginocchio, gli ho preso la mano e ho cominciato a parlargli "Stai tranquillo, siamo qui. Abbiamo già chiamato l'ambulanza e tra poco arrivano" e anche qui un appunto: da quando mi sono messa lì, le signore si sono avvicinate un po’ di più "Ma lo conosci?" No signora. "Oh, poveretto …" vabbè, mica è solo al mondo! Forse se non ci fossero state quelle persone attorno non mi sarebbe passato neppure per l'anticamera del cervello, chissà. Ma non perché dovevo farmi vedere, NO! Perché se fossi stata sola, avrei avuto paura. Già, paura: che tirasse fuori un coltello o una siringa … avrei chiamato l'ambulanza, certo, ma non mi sarei avvicinata più di tanto. Ed ecco entrare in scena un nuovo personaggio che esordisce con la frase "Ha polso?" cacchio, ansima come un mantice! Ma mi sono trattenuta e non gliel'ho detto "Forse è meglio prenderglielo!" Poi aggiunge con un leggero tono di soddisfazione "Mi sono laureato la scorsa settimana" … vai, dottor House, il paziente è tuo! "Il polso è alto …" e io che questa volta non sono riuscita a stare zitta, sottovoce gli ho risposto " Beh, magari è anche un po’ agitato …" Continuavo a parlare al ragazzo "Come ti senti? Va un po’ meglio?" e piano piano mi dice che non riesce a vedere "Stai tranquillo, magari hai avuto un calo di zuccheri ed è normale" ma non mi risponde "Mi senti? Stringimi la mano, così so che mi senti" lo fanno nei film, qualche cosa di giusto lo faranno pure, no? E allora abbiamo iniziato a comunicare così, anche se non è che gli facessi stì gran discorsi, ma almeno sapevo che era ancora cosciente. Il dottor House "Hai mangiato?" e il ragazzo mi stringe la mano quindi dico a 'Gregory' che dovrebbe aver mangiato. Per fortuna arriva l'ambulanza, che però ha preso una stradina diversa (a Genova siamo pieni di viuzze) così la ragazza parte di corsa per indicare il posto mentre il suo amico è una statua. Arriva una dell'ambulanza a piedi, cerca di fargli aprire gli occhi, chiede cos'è successo … e il dottor House "Ha 120, sistolica" e lo dice un paio di volte, come per far notare che ha usato un termine aulico che poi lo so pure io, che ho dato 2 esamini banali di anatomia e uno di traumatologia che è SEMPRE la sistolica … ma sorvoliamo. Arriva la seconda tipa dell'ambulanza che prende in mano la situazione "EHI! CI SEI?!" e tira un paio di schiaffoni al ragazzo che più o meno si riprende, lo caricano in ambulanza e tanti saluti. Con le buone maniere …
Ultima piccola riflessione: quando ero ancora a casa con mamma e avevo nausea, lei mi stava vicina e quando poi v***tavo la sentivo andare in sala e prendersi un goccio di Alpestre, una bomba alcolica che ti mette a posto lo stomaco (non vi è mai capitato di avere co**ti di vo**to se qualcuno vo**ta? A me è capitato con dei bimbi che tenevo … beh, l'Alpestre riordina tutto!) e mentre mi stavo riprendendo dallo sforzo disumano appena fatto ((parentesi nella parentesi: come cavolo fanno le anoressiche a farsi quel che si fanno?!?! È orrendo!)) dicevo, mentre mi riprendevo, mi veniva da sorridere a pensare a mamma che faceva di tutto per non sentirsi male. Ripensando a mia mamma e a quel simpatico siparietto che ne veniva fuori, ho pensato a cosa girasse per la testa a Simone -non abbiamo capito bene, ma forse si chiama così- in quei momenti: se quando ha detto 'aiutatemi' pensava di essere lì solo, se quando ha sentito il neo dottor House gli è venuto da ridere, se ha capito quello che gli è successo … chissà! Ecco una cosa che pochi sanno di me, che potevo mettere nel post di qualche giorno fa di Francesca: ho sempre avuto molta fantasia e questo è un gioco che facevo da bambina ma che mi capita di fare anche adesso: mi invento la vita delle persone che incontro per strada: la tipa ferma al semaforo nell'auto accanto alla Gigia, il tizio che mi passa vicino correndo … che farà tra 2 minuti? Perché quella faccia arrabbiata? Perché lui corre? E così via. E naturalmente vorrei sapere perché Simone è svenuto: avrà avuto un esame di lì a poco, (dove abito io, ci sono diverse facoltà e quella stradina porta proprio ad un paio di quelle. Molto probabilmente che ci stava andando) lo aspettavano degli amici in università, doveva solo andare in biblioteca, non so se fa matematica o fisica, non so se sia di Genova e se si chiama veramente Simone … e soprattutto, era solo un calo di zuccheri e ora stà bene?
In una occasione così, e se tutto è andato bene, fatemi passare il termine banale, ho notato quanto i comportamenti della gente siano diversi e mi ha fatto pensare a com'è strana la vita, a come ognuno affronta in maniera diversa una situazione così semplice, figurarsi la vita! Per tutti è diversa e personale: la signora che immagino avesse già detto 10 Ave per il ragazzo, l'altra che chiedeva in continuazione se qualcuno lo conosce, il ragazzo rimasto di sasso … stò dicendo una marea di frasi fatte e cose banali, eh? Ok, chiudo qui 
Barbara 
LETTERA spedita ad Andrea Biavardi, direttore di FOR MEN. COMMENTO DI UNA LETTRICE ANONIMA PER IL DIRETTORE.
Lo confesso.
Ho ceduto alla tentazione di comprare la nuova rivista maschile "For men magazine".
Del resto, come potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina (che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un asciugamano di spugna bianca che fa tanto "figo da spogliatoio")?
Almeno quattro I titoli memorabili:
"Falle dire basta stanotte!"
"Ricco entro Pasqua: 15 idee geniali"
"Trucchi: mangi il doppio diventi la metà"
"Smetti di fumare e voli ai Caraibi".
Non vorrei deludere il geniale direttore Andrea Biavardi, ma a far dire "BASTA" a una donna siete già tutti bravissimi da soli poichè di solito ne abbiamo abbastanza dopo I primi tre minuti. La vostra difficoltà sta nel farle dire "ANCORA!", al limite. Ci pensi su, per il prossimo numero.
Riguardo allo slogan "Ricco entro Pasqua", beh, signor Biavardi,se vuole fare le cose fatte bene, nel prossimo numero alleghi anche due simpatici gadgets:passamontagna e chiave inglese.
Alla promessa "Mangi il doppio e diventi la metà", invece, tenderei anche a credere. Bisogna vedere la metà di cosa. Io se mangio il doppio, signor Biavardi,divento l'esatta metà del Partenone, in effetti.
Infine,sempre in copertina, campeggia la scritta "Smetti di fumare e voli ai Caraibi". Guardi signor direttore, io non ho mai conosciuto uno che abbia smesso di fumare e che sia andato in un'isola tropicale a festeggiare. In compenso ho sentito un sacco di gente che ha cominciato a fumare sostanze illecite e s'è fatta certi viaggi senza neanche uscire di casa che lei neanche si immagina.
Ma questo è solo l'inizio.
Una si illude che il peggio sia già tutto in copertina e invece no,il meglio è all'interno!
A pagina 52 c'è un avvincente e istruttivo servizio con tanto di foto redazionali su "come slacciarle il reggiseno" che tiene conto dei vari modelli (classico, seduttivo, sportivo...). A parte l'intelligenza del servizio in sè, vorrei soffermarmi sul consiglio per slacciare rapidamente il modello sportivo, che è : "se lei è spiritosa dacci un taglio con le forbici!". Biavardi, io le garantisco che sono una donna alquanto spiritosa, ma se un uomo che magari conosco da poco, in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino un paio di forbici, io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee e nella migliore delle ipotesi gli assesto
un calcio nelle palle che il mese dopo il soggetto in questione passa dal suo For Men Magazine a Donna moderna.
A pagina 50 poi, si tocca l'apice grazie ad un servizio che affronta la spinosa questione: "Se l'iguana domestico ci prova con tua moglie". Nell'articolo si sostiene infatti che ci sono diversi casi di molestie
sessuali da parte di iguana nei confronti di donne con il ciclo. Senta signor Biavardi,lei l'ha mai vista una donna col ciclo? Mi segua signor direttore, non parlo di una donna in sella al motorino. Parlo della donna in quei giorni lì. Ecco guardi, io in quei giorni ho la cera del cugino Itt e l'affabilità di Godzilla, non mi si avvicinerebbe a meno di cento metri un velociraptor si figuri un iguana.
E infine, l'apoteosi vera e propria: il test "sei uno stallone o una schiappa?". Le domande sono tra le cose più esilaranti che io abbia mai letto in vita mia. In pratica sei ritenuto uno stallone se rispondi sì a domande come questa: "Ti è mai capitato di farlo con una donna e poco dopo, con la sua compagna di stanza?" "Un sacco di volte! Alla casa di riposo "Domus Mariae". O "Di essere chiamato da una donna che ti chiede se può venire da te alle nove del mattino?" Sì certo, da una rappresentante della Folletto.
Mi fermo qui.
Donne, consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le nostre cose, ma loro una volta al mese hanno For Men Magazine in edicola.
Francesca 
Già, i preparativi vanno avanti! Abbiamo individuato un negozio per la lista nozze (non è in centro città ma ha 2 vantaggi: ha il parcheggio gratuito e proprio perchè non è centralissima la via, lo stesso servizio di piatti, gli stessi oggetti che potrebbero interessarci, costano qualcosina in meno
), abbiamo dato un'occhiata per le fedi e per le bomboniere/sacchettini e affini. BENE! Ma una curiosità dovete togliermela voi, visitatori del Boschetto: avete presente le 5 cose che la sposa deve avere il giorno del matrimonio? Una cosa nuova, una vecchia, una prestata, una regalata e una blu. Ecco, è questo che voglio sapere da voi: sono queste? Dalle vostre parti la lista è differente? E in generale: la cosa nuova è il vestito, la cosa prestata dovrebbe essere la collana di perle della mamma, una regalata il bouquette, la cosa blu di solito si fa la giarrettiera ... e la cosa vecchia? Aspetto consigli e suggerimenti!
Barbara 
Altri 5 centesimi in saccoccia! Fra, ma tu non ne trovi mai monetine?
Credo comunque di essere contagiosa, visto che papà l'altro giorno ha trovato nel portone un portamonete con bel 12 centesimi e sabato, in un carrello al supermercato, un euro!
Barbara 
Non avrei voluto scrivere un post su questo argomento perchè è trito e ri-trito ma visto il successo di commenti che ha suscitato nel blog di Erika (ben 70 commenti!) volevo vedere cosa ne pensano i visitatori del Boschetto. Dal titolo si capisce già tutto; Erika la pensa in un modo, io sono del parere opposto; lei parla di soddisfazione economica e di 'orgoglio' nel non dover dipendere dal marito "che un domani non si sa mai", io ribatto dicendo che anche lui dipende da me (per chi lo conosce, ve lo immaginate Paolo alle prese con un ferro da stiro?) e davanti a tutto metto loro, i miei figli o meglio, i miei futuri figli. Ho scritto a Erika più o meno questo commento al suo post "Se un giorno dovessi rientrare dal lavoro e mia mamma, o peggio la baby sitter, mi dicesse che Alessandro si è allacciato le scarpe da solo o che Sara si è aperta il formaggino senza l'aiuto di nessuno e io non c'ero ... beh, ne morirei!"
Sarà impossibile, lo so ma sarebbe bello essere presenti ad ogni loro piccolo miglioramento, ad ogni loro passo in avanti verso l'indipendenza. Non vorrei perdermi nessun istante della loro vita. E val bene stare in casa a pulire, stirare e riordinare ... naturalmente, per me 
Tutto qui 
Barbara 
Avete presente quei segnali che trovate in autostrada o in città con varie scritte tipo "insegna ai tuoi figli la guida sicura" oppure "2 incidenti su 3 per guida in stato di ebrezza" (e io aggiungerei "Il 3° incidente l'ho fatto perchè mi sono distratta per leggere il tabellone!" perchè alcuni messaggi sono veramente complicati ... e a volte buffi!)
Ultimamente ne ho visto uno con scritto ATTENZIONE: MAN AT WORK ...
Cooosa?!? Ok, queste 3 piccole parole in inglese dovrebbero capirle tutti (DOVREBBERO), anche i vecchietti che guidano a 2 all'ora e che raramente ingranano la 3° ma nella mia pignoleria voglio dire un'altra cosa: o scrivete ATTENZIONE, LAVORI IN CORSO oppure CAUTION, MAN AT WORK ... sono troooopo pignola, eh?!
Barbara 
Raccolgo finalmente l'invito di Auryn a raccontare 5 cose di me che non tutti sanno...
1. dormo da sempre con il cuscino piccolo piccolo che avevo da bambina (oltre al cuscino grande ovviamente). Solo con quello trovo l'incastro perfetto per dormire sonni appaganti, me lo sono sempre portato dietro e addirittura da piccola se mia mamma lo dimenticava era una tragedia vera e propria...
Da un po' di tempo, tipo un annetto, riesco a dormire anche senza... ma solo ogni tanto e comunque preferisco averlo! 
2. la mia passione sconfinata per la lettura si è scatenata solo in primo liceo. Elementari e Medie non ho toccato un libro... e nel caso facevo abilmente finta d'averlo letto... Detestavo il "dover" leggere (come dice Pennac "il verbo leggere non conosce l'imperativo"
) e così semplicemente non leggevo... questa avversione per l'obbligo di leggere si è protratta anche al liceo: leggevo mattoni immensi in una settimana se li sceglievo io, mentre non riuscivo MAI a finire nel termine stabilito quelli che ci venivano assegnati dai prof!
3. sono permalosa in un modo che è più unico che raro, anche le cose più banali dette con il tono giusto mi mandano in paranoia.
Non sono assolutamente capace di alzare le spalle di fronte al giudizio altrui e dire "chissene". Sono perfettamente cosciente del fatto che le parole possono ferire più di un'arma (per me è così) e siccome se mi arrabbio mi può capitare di straparlare, a volte preferisco chiudermi in un mutismo ostinato per evitare di dire cose di cui pentirmi (anche se spesso è più forte di me e poi mi vengono i sensi di colpa). 
4. adoro rifilarmi le pellicine delle mani con il taglierino, è più forte di me... e 8 volte su 10 finisco con un dito incerottato perchè sono andata un po' troppo in profondità.
Sono riuscita a smettere di mangiare le unghie, ma le pellicine hanno un fascino a cui non so resistere.
5. sono terribilmente possessiva con le mie cose... mia mamma dice addirittura "feticista"... in effetti conservo cose completamente inutili solo perchè mi ricordano un momento particolare, o perchè me le ha regalate qualcuno di speciale. Detesto quando qualcuno usa le mie cose senza il permesso, divento una furia se si rompe qualcosa di mio, odio dovermi rassegnare e separarmi dalle mie cose! 
Ho provato a coinvolgere anche la mia socia nel "gioco", ma lei, che è un animo nobile, non ha segreti
. Ha solo commentato, riferendosi al mio punto 5: "per la possessività degli oggetti, pure io (e sono contenta che anche tu lo sia, perchè tutti dicono PERCHE' SEI FIGLIA UNICA E ALLORA DEVE ESSERE TUTTO TUO ma a quanto pare ...) se presto una penna, non queto fino a che non me la rendono ma la gente lo sa, non lo riesco proprio a nascondere". 
Francesca 
Domenica siamo stati alla fiera degli Sposi. C'era Di Tutto Un Pò e anche tanto superfluo. Questa volta parliamo di foto. Ora usano degli albumONI nelle cui pagine non ci sono le foto ma sono difettamente stampate sulle pagine le immagini ... può piacere come no ma quello che mi domando è CHE LIBRERIA HA, QUESTA GENTE dato che le dimensioni dell'album più piccolo era 50x60?!? 50x60 il più piccolo ... Abbiamo anche visto una valigia di pelle, con tanto di maniglia e 2cinchie per chiuderla e poi ho scoperto che era l'ultimo modello di album: per girare le pagine ci vogliono 2 persone, date le dimensioni! E non scherzo: ci si è messo il fotografo con il futuro sposo, e noi abbiamo tirato dritto senza nemmeno rallentare il passo! Comodo, eh?! Ma la cosa che più mi ha sconvolta è la media dei provini: 300 foto!!! Trecento, già ... ma non è che il fotografo mi seguirà pure in bagno?!?
Barbara 
Iniziavo a preoccuparmi: era quasi un mese che non trovavo monetine! Domenica ho trovato 2 cent francesi ... Già, perchè il 31 dicembre ho trovato altri 2 centesimi ma con le feste, capodanno ecc ecc, non ho postato... Quindi questo post vale per 4 centesimi
che in questo periodo è mooolto difficile notarli, visto che si cominciano già a lanciare i coriandoli per carnevale: tutti quei tondini per terra, mi distraggono!!! Evviva la vista buona!!! 
Barbara 