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Sull’aereo (quello della foto!!!) eravamo 4 passeggeri: io e Luca, un ragazzo polinesiano e un giornalista della rete televisiva locale che ci ha voluti intervistare per sapere se avevamo sentito della disgrazia, se avevamo paura…
fortuna che il volo durava solo 15 minuti!!! 
Francesca 
Sulle ali dell'entusiasmo e dei discorsoni sportivi fatti con Elentari e l'Elfo del Bosco, non potevo non mettere un post sulla prima medaglia a questi Mondiali di atletica! Gara pazzesca: all'ultimo salto, Andrew balza a 8.47, primato italiano -ha migliorato molto la tecnica di 'atterraggio'! E bravo Besozzi-ma il panamense Saladino (non poteva essere italiano pure lui, con questo cognome?!) risponde all'azzurro con uno spettacolare 8.57... mannaggia li pescetti, che sfiga! Comunque sia, gran gara, tutta sul finale ma grande gara ![]()
Barbara 

La Polinesia da questo punto di vista è stata uno spasso, perché a livello culinario è una vera miscela di sapori e tendenze. Si fondono prodotti francesi (c’erano i famosi crackers Belìn di Barbara
, nonché le immancabili salse di contorno ai piatti), prodotti locali (strepitosi i succhi Rotui prodotti a Moorea, buoni e anche con gusti mai visti da noi: anacocco, corossol, litchi, goyave,…), prodotti orientali (zuppa di miso, spaghettini, delle caramelle che sembravano occhi, stranissimi frutti in busta tra i quali delle albicocche, o presunte tali, all’aceto, schiacciatine di riso…) e anche qualcosa di italiano.
A Tahiti Mc Donalds è stato, ad un certo punto, la scelta più salutista da fare in quel mare di cibo strafritti e straunti. E mentre le bocche si riempiono di calorie e l’obesità avanza, la televisione passa continui messaggi in cui invita a mangiare frutta e verdura, a non mangiare fuori pasto, a fare attività fisica regolarmente… 
Ho assaggiato (cosa che devo ammettere non è da me) davvero di tutto: veramente degne di nota le Prawn Crackers 
È esattamente come la nostra, ma con una polpa giallo acceso.
) e le poisson cru au lait de coco, piatto tipico polinesiano, ovvero tonno crudo marinato nel lime da mangiare con il latte di cocco… un po’ troppo per le mie papille gustative, mentre mio marito ha decisamente gradito!
Ho scovato un sacco di prodotti diffusi anche in Italia, ma venduti con un nome diverso: l’Algida si chiama Miko, Mentadent è Signal, Pesoforma è Gerlinea, RioMare è Saupiquet, le sottilette si chiamano Singles e Vitasnella è Taillefine. 
Francesca 

Durante uno dei nostri giri polinesiani ci hanno insegnato come aprire una noce di cocco senza affannarsi inutilmente.
A parte togliere il rivestimento esterno che è una faticaccia e ne sa qualcosa mio marito, una volta conquistata la noce di cocco bisogna metterla in modo da vederla come nella foto: sopra i due occhi e sotto la bocca. 
Il colpo secco per aprirla va dato nella parte centrale della noce tenendo gli occhi verso l'alto (nel caso della foto il colpo andrà dato più o meno dove si vede la punta del dito indice). In qualsiasi altro punto la noce è durissima, lì si apre quasi subito! 
Francesca 
Niente pinne, niente sgommate, niente pedalate in piedi, niente
pezzi senza mani: so andare in bici e basta. Ci vado fin da piccola però, perciò quando Luca mi ha proposto a Moorea di affittare le bici per farci un giro (la strada corre lungo tutta la circonferenza dell’isola ed è praticamente tutta in pianura), ho accettato entusiasta. 
Solo che… a Moorea le bici NON HANNO I FRENI!!!
L’unica possibilità di rallentare (e non di inchiodare!) è quella di pedalare all’indietro… finché si trattava di andare, nessun problema, anzi, andavo anche spedita… ma ogni volta che dovevamo fermarci era una tragedia
: primo perché devi pensarci per tempo non potendo inchiodare e secondo perché per pedalare all’indietro e rallentare il pedale mi si incastrava sistematicamente in una posizione dalla quale non riuscivo a ripartire.
Il culmine l’ho raggiunto quando mi sono “piantata” in mezzo all’incrocio principale, con i ragazzini che uscivano da scuola, le mamme nelle macchine e non riuscivo a schiodarmi… ringraziando il cielo però lì la vita la prendono tutti con calma e serenità e non mi sono beccata né insulti né strombazzate di clacson!!! 
Francesca 
Non so se avete sentito questa notizia.
Non aveva il biglietto ma aveva deciso di assistere ugualmente allo spettacolo 'Tutto Dante' di Roberto Benigni e visto che mentre scavalcava la recinzione è stato visto e bloccato da un vigilantes, ha deciso di vendicarsi: è tornato a casa, ha preso la pistola calibro 32 e, tornato in piazza della Prefettura, ha scaricato l'arma nelle gambe del giovane della security che aveva osato bloccarlo. I colpi sono stati uditi dai numerosi spettatori e dallo stesso artista. Ma in pochi si sono resi conto che si trattava di colpi di pistola.
Saputo l'accaduto, che ha detto quel genialoide di Benigni? "Mi dispiace ma penso che sia una cosa poetica. La grandezza poetica è che ha fatto tutto ciò per sentire Dante. Comunque mi dispiace e sono vicino alla famiglia del ragazzo ma l'ha fatto per la poesia e questa è una cosa grandiosa". Una cosa grandiosa?!? Sei rimbambito, Benigni?! Ma pensa te ...
Barbara 
Non mi definisco una buongustaia ma mi piace mangiare come si deve. Premetto che non
compro mai sughi e sughetti in barattolo perchè è contro la mia religione (e contro il buon senso: mi fanno ridere per esempio i barattoli di salse pronte con pomodoro e basilico: e chissà che ci vuole a scaldare un pò di passata e aggiungerci stè benedette foglie di basilico!) COMUNQUE! Per carità, la Barilla è una delle poche aziende, a mio modesto parere, che fa bene da mangiare e che rispetta le ricette locali però questa cosa non mi va giù! Una delle ultime pubblicità è quella del loro pesto che deve essere provato con un nuovo prodotto: le trofie (tra le altre cose: si dice pésto e non pèsto!!! con la E chiusa!). Le trofie sono una pasta FRESCA, morbida! Come fanno a proporle in una confezione ?!?
Barbara 


Cartello di Tahiti 
Francesca 
Finalmente in questa vacanza ho capito perché, a differenza della mia Socia, io trovo pochissime monetine: le trova tutte mio marito!!! 
) davanti all’ingresso del nostro bungalow a Bora Bora appena arrivati.
) “inchiodando” in bici (questa è una lunga storia che sarà oggetto di post) davanti all’albergo di Moorea.
Francesca 
Mi capita spesso di dire che per fare bene tutto quello che vorrei, avrei bisogno di una giornata di 48 ore… beh, il 30 luglio, complice quel prodigio che è il fuso orario, sono stata quasi accontentata. 
Siamo arrivati in aeroporto alle 7.15 del 30, abbiamo fatto il check in e girovagato per Fiumicino in attesa dell’imbarco. Il nostro aereo è partito alla volta di New York, con un ritardo di un’ora abbondante, alle 11.15. Dopo 9 ore di volo siamo arrivati a NY (alle 15.30 ore locali), abbiamo recuperato i bagagli, fatto il nuovo check in e dopo 3 ore e 45 siamo decollati in direzione Papeete (Tahiti). Siamo arrivati all’1.00 del 31 luglio dopo un volo di 12 ore.
Abbiamo perciò avuto 11.15 ore prima del volo + 9 ore di volo + 3.45 ore di attesa + 12 ore di volo – 1 ora che era del 31 luglio = 35 ore complessive di durata per il nostro 30 luglio. 
Francesca 