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Alla fine dei film che vado a vedere, non mi precipito fuori dalla sala: mi piace vedere anche i titoli di coda per leggere i nomi dei doppiatori e per vedere eventuali finali o scenette extra. Questo ieri mi ha consentito di vedere, nella poltrona davanti la mia, 3 belle monetozze da un euro ciascuna. Poca gente in sala, pavimento senza paciughi, cartaccie e pop corn ... ed eccole lì
... e la Socia che si vantava di aver trovato un euro tondotondo ... pivella 
Barbara ![]()
Mettiamola così: da Robert Zemeckis mi aspettavo di più ...
La leggenda di Beowulf è un film in cui la tecnologia gioca un ruolo importantissimo, anzi, nè è la base e da quel lato per carità: COMPLIMENTONI (anche se ... posso? Ho apprezzato tantissimo, nei primi piani, addirittura i peletti del viso, quelli piccolipiccoli e morbidi, sulle guancie ma quando Beowulf nuota in mare o quando corre per uccidere il drago, non mi sembrava nè più nè meno che SuperMario! Nuota uscendo dall'acqua, nonostante la tempesta, manco fosse un portiere di pallanuoto che cerca di parare un rigore e poi è un pò troppo
"leggero e fluttuante", per essere un omone che corre all'impazzata!!!) La sua spettacolarità è innegabile, proprio perchè pensato come modello per il 3D (vedendo un paio di speciali in tv, ho sentito che in futuro, la maggior parte dei film d'animazione, sarà realizzata con questa tecnica) ma il film mi è sembrato un po' confuso.
Non sono ancora riuscita a trovare la vera leggenda danese perchè se vai su google ti trova tutto sui film e giochi ma per la leggenda devo cercare un pò meglio. Comunque sia, mi è sembrata raccontata in maniera un pò frettolosa e sia al maritozzo che a me, il personaggio non è che si abbia affascinato più di tanto. In un commento al film ho trovato questo: " (...) con una sensibile e marcata difficoltà a stabilire una vera e propria empatia con i personaggi. Alla fine sembra di stare assistendo più ad una versione non giocabile di un videogame che ad un film dalle ambizioni empatiche e spirituali più forti. Peccato che oltre all'effettistica visiva un po' più di tempo dedicato all'elemento emotivo ed umano della storia non sarebbe stato sprecato. Entrare in un altro mondo, alle volte, non basta. Bisogna sentirsi parte di esso e — soprattutto — percepirlo fino in fondo nel suo orizzonte umano ed emotivo"
Beh, è quello che intendevo dire io 
Barbara 
La Pucca esiste!!!!!
Dopo il post sul mio nuovo mito, la mezza mela
mi ha mandato questa foto... ditemi voi se non è la Pucca in carne e ossa!!!
quando fa la bocca a U e gli occhi a linea è identica!!! 
Francesca 

Non posso farci nulla: mi sono innamorata della Pucca!!!
A parte che certe volte mi comporto con la mezza mela come lei con Garu
, ma è proprio carina e il cartone è davvero ben fatto.
Il cartone animato Pucca (Madukkina nell'originale koreano) è stato realizzato dallo studio di animazione Vooz in Flash 4 e il primo episodio è stato trasmesso proprio on line. Il pregio è senza dubbio quello di aver creato un cartone con personaggi molto caratterizzati, ma anche estremamente semplice, senza dialoghi e con disegni stilizzati.
Pucca è una ragazzina che abita nel villaggio Sooga, follemente innamorata di Garu, un ragazzino il cui unico obiettivo quello di diventare un ninja, così come sono stati tutti i suoi antenati e genitori. Pucca è invece la figlia del proprietario del ristorante Guh-Ryong, sempre rimproverata da quest'ultimo per avere continuamente la testa fra le nuvole. Il tema riccorrente di ogni cartoon è sempre quello di Pucca che cerca di strappare un bacio
al timido e disinteressato Garu, mentre questi cerca di sfuggirle in mille modi. Garu è un ninja abilissimo con la spada e usa delle tecniche di combattimento molto complesse da vero maestro, al punto che può sbarazzarsi facilmente di gruppi di nemici, ma non può nulla contro gli assalti amorosi di Pucca, che lo mettono in imbarazzo facendolo arrossire e capitolare nel giro di breve tempo. Pucca è golosissima di spaghetti cinesi, chiamati noodles e cucinati all'interno del ristorante di suo padre e adora preparare delle cenette romantiche con Garu, anche a costo di trattenerlo con la forza
.
Questo giochino è davvero niente male, ma attenti: crea dipendenza!!! 
Se invece volete vedere qualche puntata del cartone, le trovate qui. 
Francesca 

La foresta di Sherwood, teatro della leggendaria sfida tra Robin Hood e lo sceriffo di Nottingham,
rischia di scomparire. Niente inquinamento, questa volta: il problema è che molte delle grandi querce hanno superato gli ottocento anni e stanno raggiungendo la fine della loro vita naturale. Fino a qualche decennio fa nel grande parco nazionale moriva in media un vecchio albero all'anno ma ultimamente il ritmo è passato a cinque e continua a salire
Quello di cui soffre la foresta si chiama «vuoto generazionale», una "malattia" creata da periodi di sfruttamento intensivo, nei quali gli alberi venivano abbattuti per usare il loro legno e non venivano rimpiazzati. È successo in particolare nel XVI secolo, quando gli inglesi erano impegnati a costruire centinaia di navi per fermare l'Invencible Armada del re di Spagna e poi ancora durante la guerra civile della metà del XVII.
Il risultato è che oggi ci sono più di 900 querce di 500 anni e oltre, un buon numero di 250 e di 50 anni e pochissime nelle fasce di mezzo.
L'albero più vecchio, secondo i rilievi scientifici dell'università di Nottingham, è cresciuto nel 1415. La gente del posto è abituata a dare l'età agli alberi usando il sistema tradizionale delle braccia: due braccia d'uomo contano cent'anni. Per circondare la Major Oak, la quercia più grande, si debbono unire le mani di una dozzina di uomini: quasi 1.200 anni! Major Oak (che significa Quercia del Maggiore), secondo la tradizione è l'albero gigantesco dove Robin Hood e i suoi compagni si nascondevano e tendevano i loro agguati. Una leggenda, forse, ma gli archeologi assicurano che ai tempi delle Crociate, nella foresta dove i raggi del sole faticavano a penetrare, si è combattuto. Allora, Robin Hood sarebbe effettivamente potuto fuggire dalla porta posteriore del castello di Nottingham e scomparire subito nella foresta, che era estesa fino a Sheffield. Ora il povero Robin dovrebbe correre allo scoperto, perché la sua foresta di Sherwood si è ridotta a tre miglia, meno di cinque chilometri...
Barbara 
Mentre la Socia va avanti a centesimi, io ho pensato di pareggiare trovando direttamente un euro!!! 
Questa volta ho dimostrato un formidabile occhio di lince: cena fuori, parcheggio sul prato, scendiamo tutti dalle macchine, saluti e mentre si chiacchiera mi dico "cos'è quel luccichio?"... Un euro!!! Un po' sdrucito-arrugginito, ma è sempre un euro! 
Francesca 
Usa anche da voi il desiderio delle ciglia? Se perdo una ciglia, la prendo tra indice e pollice stringendo forte, tenendo l'indice sopra e il pollice sotto. Esprimo un desiderio e penso "SOPRA O SOTTO?". Se indovino dove la ciglia è rimasta, il desiderio si avvera 
Barbara 
Per strada un tizio cerca le chiavi del portone nella tasca. Quando le tira fuori, gli cade anche questa monetina. In quel momento passavo io e PUF, la monetina non era più in terra ... maggia magggia!
Barbara 
God Save The Queen 

Io non so più dove ho la testa.
Ieri sera salgo sul treno miracolosamente semivuoto, sfilo la giacca, metto la borsa sulle gambe e l'altra borsa contenente un libro per l'esame, il codice e un po' di appunti nel ripiano sopra i sedili. Mi metto a leggere beata. Presa dalla lettura mi alzo poco prima della mia fermata, metto la giacca, tracolla della borsa e scendo. Mi metto l'I-pod e tutta tranquilla mi dirigo a casa. Faccio 3 o 400 metri prima di darmi una pizza in fronte memorabile e dilungarmi in una sequenza di imprecazioni contro me stessa che non hanno decisamente nulla a che vedere con la compostezza di Auryn. 
Mi precipito al gabbiotto, chiamano immediatamente in capo treno e mi dicono di aspettare. Dopo 20 minuti mi avvisano che non hanno trovato nulla. Magone.
Non che ci fosse chissà cosa, però... Mi incammino mogia mogia verso casa...
altri 400 metri e dall'altoparlante della stazione esplode "la signorina della borsa subito al gabbiotto!!! LA SIGNORINA DELLA BORSA SUBITO AL GABBIOTTO!!!".
VOLO!!! Due ragazzini (al massimo avranno fatto il secondo liceo) l'hanno trovata e l'hanno riportata. Tutti timidi, pietrificati di fronte ai baci che gli ho stampato sulle guance
GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!! Prometto solennemente che cercherò di tenere la testa più salda sulle spalle!!!
Francesca 