Un bosco incantato... un posto che non c'è...

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Siamo due amiche che coltivano la loro amicizia a distanza attraverso lettere chilometriche, e-mail serrate e sms come se piovessero...e che hanno deciso di sperimentare questa nuova frontiera d'un blog a 4 mani!!!

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venerdì, 29 febbraio 2008
Persepolis

Ho scoperto Persepolis perché quando siamo andati a vedere Into The Wild hanno passato il trailer del film/cartone in uscita a fine febbraio in Italia.
Curiosa come sono  mi sono messa a spulciare su internet e ho scoperto che Persepolis è il titolo di un fumetto storico autobiografico, scritto e disegnato da Marjane Satrapi.
La mia mezza mela  me l’ha regalato (con la segreta speranza che io lo emuli diventando un’appassionata di fumetti) e io l’ho divorato conquistata da ironia e pensieri profondi, da semplicità e schiettezza dell’autrice. I personaggi mi hanno affascinata, le storie incuriosita.
L'opera narra la sua vita, dall'infanzia trascorsa in Iran sino all'età adulta; da un lato, racconta dell'Iran, dell'evoluzione e dei mutamenti che tale Paese ha subito in seguito alla Rivoluzione Islamica, visti attraverso gli occhi prima di una bambina e poi di una donna adulta; dall’altro racconta anche dell'Europa, del mondo "occidentale" osservato da un'adolescente costretta ad allontanarsi dal proprio Paese e da una dittatura opprimente, soprattutto verso le donne.
Ne risulta un'opera intensa, che approfondisce temi politici e sociali, mescolandoli alla quotidianità, ma che soprattutto restituisce all'Occidente una visione dell'Iran troppo spesso ignorata: quello di una nazione densa e ricca di problemi, ma in fondo non troppo differente da un qualsiasi altro stato europeo.
L'autrice, Marjane Satrapi, non è una fumettista di professione, bensì un'illustratrice di libri per bambini. I suoi disegni tuttavia risultano estremamente espressivi e più che adatti a narrare la storia.
Un bel punto di vista nuovo, una finestra su un mondo che conosco troppo poco e che è facilmente oggetto di luoghi comuni, una piacevolissima scoperta che consiglio vivamente.
 Francesca
Scritto da: penpal alle ore 11:03 | link | commenti (5) | categoria: paroledicarta, dacartaapellicola


              



giovedì, 28 febbraio 2008
I love shopping... il film!!!

Girovagando su internet ho trovato un'intervista a Sophie Kinsella in cui parla del nuovo libro (che la mezza mela mi ha prontamente regalato ). In chiusura di intervista, rivelazione sconcertante: sono iniziate le riprese del film ispirato ad I love Shopping!!!

Becky Bloomwood, sarà interpretata dall'attrice australiana Isla Fisher.

Per gli altri ruoli, Kristen Ritter (ovvero Lucy, l'amica di Rory, di Una mamma per amica) è stata scelta per interpretare Suze, l'amica del cuore di Becky .

Il sospetto, o meglio il terrore (!!!) , è che il film sia molto diverso dal libro. Tanto per cominciare è ambientato a New York, quindi probabilmente Becky è americana e non inglese (qui Valeria potrebbe avere un infarto!) . Poi non si sa ancora niente di Luke 

Il film è prodotto dalla Disney con Jerry Bruckheimer (come "I pirati dei Caraibi"). Il regista è P.J. Hogan, lo stesso di "Il matrimonio del mio migliore amico". La Kinsella è tra gli sceneggiatori. L'uscita è prevista in America verso ottobre-novembre, in Italia chissà... Intanto sono combattuta tra il desiderio di vederlo e il terrore che mi deluda da matti...

 Francesca

Scritto da: penpal alle ore 15:47 | link | commenti (5) | categoria: dacartaapellicola


              



mercoledì, 13 febbraio 2008
Into the wild
Ho aspettato un po’ per scrivere questo post. Le emozioni che mi ha suscitato Into the Wild erano tante, confuse e avevo bisogno di metabolizzarle (e non ci sono ancora riuscita al 100%).
Tornata a casa ho ripensato tanto a questa storia e saperla vera mi ha dato ancora più modo di riflettere.  
Dopo la laurea, Chris McCandless, 23 anni, non vuole vivere “avvelenato dalla civiltà” tra telefoni, piscina, genitori e regole. Taglia i ponti con tutto, parte, viaggia a piedi contando soltanto su se stesso, legge Jack London (Il richiamo della foresta) ma non solo, vagabonda per due anni attraverso gli Stati Uniti, fa incontri, dà la caccia ad animali e uccelli per nutrirsi, vuol arrivare e forse restare nell'aria gelata dell'Alaska.
L’interpretazione di Emile Hirsch l’ho trovata perfetta. La colonna sonora di Eddie Vedder ha soddisfatto persino quel esigente rompiscatole della mezza mela  (è un film che si sente!). La sceneggiatura era curatissima e perfetta. I riferimenti culturali sono tanti e sempre sottolineati con la giusta attenzione. I paesaggi belli da togliere il fiato.

Insomma se tutto ciò non bastasse a convincervi che si tratta di un film da vedere (e secondo me è anche uno di quelli che merita di essere visto al cinema, perché il grande schermo può fare la differenza), vi dico che ora voglio leggere il libro e che, per una volta, spero sia all’altezza del film!

Happiness is real only when shared

 Francesca

Scritto da: penpal alle ore 16:14 | link | commenti (6) | categoria: dacartaapellicola, emozionidicelluloide


              



mercoledì, 30 gennaio 2008
Io sono leggenda

Per realizzare questo post mi sono fatta aiutare dalla mia mezza mela , l'"esperto" è lui, io mi sarei limitata a dire che non pensavo facesse così paura ! (lo so, sono fifona!!!) 

2012. Una affascinante e spettrale New York. Erbacce e animali selvatici a spasso per Times Square. Particolarmente suggestiva è la scena della 5th Avenue assolutamente muta e priva di vita. Un virus, che avrebbe dovuto debellare il cancro, ha invece trasformato tutti gli uomini in vampiri (più morti-viventi veramente...). La città è deserta e l'unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), in cerca di un siero che possa salvare l'umanità.
Neville si muove indisturbato di giorno, con il fedele cane lupo, in perlustrazione solitaria. La colonna sonora quasi inesistente contribuisce all'angoscia del silenzio. L’orologio di Neville segnala sempre l'ora del tramonto, e lui fa in modo di farsi trovare già barricato in casa quando i vampiri escono dalla penombra, attaccando tutto ciò che incontrano. 
È il terzo film ispirato all'omonimo romanzo di Richard Matheson.
In realtà, come al solito, Hollywood ha stravolto molti tratti della storia:
- nel romanzo Neville è un civile, nel film un ricercatore dell'esercito americano;
- nel film vengono inseriti dei sopravvissuti, nel romanzo originale Robert Neville è davvero l'ultimo uomo sulla Terra e non esistono altri "immuni" come lui;
- il romanzo è ambientato a Los Angeles, il film a New York;
- il cane Samantha (Sam) nel romanzo è un randagio che il Neville adotta dopo il disastro e non fa parte della famiglia dell'uomo;
- nel film gli infetti sono creature animalesche e assassine, nel romanzo esistono infetti capaci di parlare e di ragionare, che progettano di ricostruire il mondo e sono veri e propri vampiri, sensibili all'aglio, alla luce solare e hanno paura degli specchi ;
- nel romanzo gli infetti sanno dove vive Neville e ogni sera si appostano fuori casa sua e gli intimano di uscire;
- nel film Neville si fa esplodere con gli infetti per permettere ai sopravvissuti di salvarsi, nel romanzo invece si suicida con una pillola poco prima di essere giustiziato pubblicamente dagli infetti, che lo avevano catturato ed imprigionato;
- la differenza più discussa (anche dallo stesso autore, Matheson) tra il pellicola e carta stampata è il significato della frase "Io sono leggenda": nel libro, Neville è una "leggenda" tra i vampiri, proprio come i vampiri lo erano per l'uomo; nel film, Neville diventa una "leggenda" perché egli offre la "cura" e la salvezza dell'umanità.
- nel romanzo Neville è alcolizzato e fuma, nel film fa 450 trazioni alla sbarra di prima mattina.
Due chicche apprezzabili:
1. nel film Neville adora Bob Marley: quando incontra Anna, che non conosce il cantante, Neville mette un suo disco. Non ne viene mostrata la copertina, ma da come ne parla e dalle canzoni, si tratta di "Legend";
2.  il ruolo della figlia di Neville, Marley, è interpretato da Willow Smith figlia di Will Smith;
 
In realtà nel film non si ritrova quel senso di senso di precarietà, di desolazione umana del romanzo originale, e neppure l’inaspettato epilogo privo di speranza.
Una nota positiva su tutte, il vecchio Principe di Bel Air: sa il fatto suo!  Rapper, star della Tv, affermato attore del grande schermo... la sua interpretazione non lascia rimpianti, supportata anche da una scenografia molto convincente. Praticamente il film si regge su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, e due superstiti) e sul desolante passare del tempo del protagonista, scandito con angosciante lentezza. Ogni tanto qualche pseudo vampiro-morto fa balzare lo spettatore dalla poltrona, con improvvise entrate in scena che spezzano le lunghe attese costruite sui lenti ritmi di narrazione.
Lo spettatore si trova spesso diviso tra il senso di solitudine (che tristezza quando muore Sam ) che pervade tutto il film e le scene piene di tensione, come quando Neville si trova, ferito alla gamba, ad arrancare penosamente al tramonto verso la macchina mentre un branco di cani infetti a pochi metri da lui aspetta freneticamente che svanisca anche l'ultima strisciolina di sole per attaccarlo.
Che altro posso dire? Ho sognato vampiri tutta la notte, ma direi che il film meritava!!!
 Francesca
Scritto da: penpal alle ore 10:09 | link | commenti (6) | categoria: dacartaapellicola, emozionidicelluloide


              



lunedì, 09 luglio 2007
Il fasciocomunista

Questo è il libro che ha liberamente (molto liberamente) ispirato Mio fratello è figlio unico.

Difficilmente vedo un film prima di aver letto il libro, ma in questo caso non ho potuto fare diversamente e durante la lettura ho avuto modo di apprezzare le varie molteplici differenze.

Accio Benassi, il protagonista del romanzo di Antonio Pennacchi, è un eroe istintivo, intelligente, spontaneo e diretto (anche troppo). Si mette in continuazione nei guai e ogni volta promette che se ne esce non lo farà più...  È un eroe in continua lotta con se stesso, che si mette in discussione, entra nel MSI, sempre in prima linea, senza mai tirarsi indietro. È affamato di conoscenza, che legge tutti i libri che trova, compresi quelli degli altri 6 fratelli, compresi quelli che parlano di comunismo e idee rivoluzionarie. Accio segue i suoi sentimenti più che la ragione, ama girare per l'Italia in autostop, chiacchierando e conoscendo gente. Dentro casa è in continuo conflitto con i fratelli e le sorelle, con una madre severa, dura, che lo picchia senza tregua e gli ripete, ogni volta che fa qualcosa di buono, "hai fatto metà del dovere tuo".

Il linguaggio è scorrevole, colloquiale, diretto, pungente e sarcastico, smaliziato e un flusso di episodi della vita di Accio che si intrecciano e si inseguono nella narrazione. 

"Dice: "perchè ci sei andato?" Era mio fratello, lo lasciavo andare da solo? Dice: "ma allora gli volevi bene?" Ma quale bene? era emulazione: gli lasciavo la soddisfazione di credersi coraggioso solo lui? Ma manco morto, piuttosto ti seguo all'inferno."

 Francesca

Scritto da: penpal alle ore 10:23 | link | commenti (3) | categoria: paroledicarta, dacartaapellicola


              



giovedì, 28 giugno 2007
I FANTASTICI 4 E SILVER SURFER

Non c'è paragone! I fumetti dei nostri tempi sono i migliori!!! E naturalmente i nostri superoi pure!!! Sarà che poi Mr Fantastic è un gran pezzo di SUPEREROE ... certo, in questo film si sposa ma anche io ora sono una signora, quindi siamo pari

DOMANDA --- quando sembra che Mr Fantastic e la Donna Invisibile vogliano lasciare il gruppo e Torcia fa lo spiritoso dicendo di se stesso e La Cosa: "Come ci chiameremmo, il Dinamico Duo?" dicendolo in tono un tantino schifato ... beh, il Dinamico Duo io credo di conoscerlo ma non sono sicura ... chi erano?! Aspetto le vostre risposte ...

Barbara

Scritto da: penpal alle ore 15:00 | link | commenti (5) | categoria: dacartaapellicola, emozionidicelluloide


              



mercoledì, 21 febbraio 2007
Il Codice Da Vinci - il film

Dopo tanto tempo che "lo tenevo lì", ho finalmente deciso di vedere la versione cinematografica de Il Codice Da Vinci.

L'ho fatto perchè di solito vedo sempre i film dei libri che ho letto, perchè Tom Hanks secondo me è una garanzia e perchè, al di là delle tante polemiche, mi sembrava che la storia si prestasse bene alla trasformazione in un trhiller...

In effetti mi sono trovata a guardare un film passabile (Tom Hanks fa miracoli!), ma ben al di sotto dell'effetto suspance che avrebbe potuto creare... Sarà che conoscevo già la storia, ma non sono mai "saltata su".

Mi sembra che la concentrazione sia andata più al tentativo di placare un po' i contrasti ideologici che a quello di realizzare un bel film... 

 Francesca

Scritto da: penpal alle ore 12:32 | link | commenti (8) | categoria: dacartaapellicola


              



mercoledì, 03 gennaio 2007
Eragon - Il Film

Sono andata a vedere questo film con tutte le buone intenzioni di chi ha letto un libro che vede poi trasformato in pellicola... Paolini ha una prosa immatura e certe volte un po' troppo "ispirata" al Signore degli Anelli, ma nel complesso la storia poteva rendere a livello cinematografico... invece... una delusione

Il film si muove troppo in fretta, con stacchi brevi e solo insinuanti, mai davvero esplicativi sulla trama in corso. Passaggi chiave sono stati saltati a piè pari (che ora io mi chiedo come faranno a riallacciare la trama nel secondo film, se ci sarà ), parti che se sviluppate potevano dare consistenza e interesse alla trama sono state trascurate e trattate solo marginalmente... insomma, nel complesso deludente!!!

Solo due curiosità. La voce di Saphira è di Ilaria D'Amico (la giornalista sportiva che ha condotto Campioni)... e una cosa che farà venire i brividi alla mia socia: Arya per essendo un'elfa NON ha le orecchie a punta  

 Francesca

Scritto da: penpal alle ore 08:14 | link | commenti (9) | categoria: dacartaapellicola


              



lunedì, 06 novembre 2006
Il Diavolo Veste Prada

Finalmente l'ho visto!!!  Dopo aver letto il libro quando era praticamente sconosciuto (trovate il post nella categoria paroledicarta), non potevo decisamente perderlo!!!

Io l'ho trovato decisamente ben fatto e molto rispondente al libro (anche se hanno dato una bella stravolta al finale, alla fine il senso era quello!). Le manie e gli isterismi di Miranda Priestly, temutissima direttrice di Runway, sono rese in modo magistrale da una Meryl Streep geniale!!!  

Come non rimanere conquistate poi da quella carrellata interminabile di alta moda e accessori costosissimi???  Il mondo patinato della moda trovo che sia stato reso in modo convincente e coinvolgente, merito anche di una colonna sonora davvero azzeccata!

Troppo bello il pezzo in cui Miranda chiama nel bel mezzo di un uragano perchè vuole un aereo... o quando vuole il manoscritto di Harry Potter per le gemelle!!!

 Francesca

Scritto da: penpal alle ore 12:54 | link | commenti (8) | categoria: dacartaapellicola


              



giovedì, 02 novembre 2006
Don Camillo e Guareschi

Non credo ci sia bisogno di raccontare qualcosa su Don Camillo e Peppone perché è impossibile non conoscerli, ma per i pochi che non hanno letto i favolosi libri scritti da Giovannino Guerreschi (non Giovanni, mi raccomando) o che non hanno visto i film … siamo nella Bassa, precisamente a Brescello, provincia di Reggio Emilia. In questo paesino ne succedono di tutti i colori, soprattutto tra il sindaco del paese Giuseppe Bottazzi, detto Peppone, comunista e il parroco del paese, Don Camillo, che come se niente fosse, parla con il crocifisso dell’altare. Niente di magico o di strano, comunque: non credete che per un prete sia normale parlare con Gesù? Gli avvenimenti che coinvolgono Don Camillo e Peppone sono così tanti che è impossibile ricordarli tutti: andiamo dal ritrovamento di un carro armato della seconda guerra mondiale che deve “sparire”, per passare al matrimonio tra 2 ragazzi delle opposte fazioni, e poi lo straripamento del Po, la costruzione della Casa Del Popolo, le elezioni, gli scioperi dei contadini … e come dimenticare il viaggio fatto da Don Camillo, in incognito naturalmente, in Russia per vedere come “funzionano le cose” dall’altra parte, per poi vedere, alla fine del film, un Peppone in abito talare per un viaggio negli Stati Uniti? E gli incontri/scontri a Roma, quando Don Camillo è ormai monsignore e Peppone deputato? In tutti queste avventure (perché non possono essere battezzate diversamente) il punto fondamentale è che sono sempre insieme, diversi ma inseparabili, sempre litigiosi ma che alla fine dei conti, non possono stare l’uno senza l’altro

I libri scritti da Guareschi sono molti. Non si è limitato a raccontare delle storie accadute a Brescello: ha scritto della guerra che come molti nostri nonni, ha vissuto sulla sua pelle, (sapevate che era stato rinchiuso in un campo di concentramento?) ma ha raccontato anche del dopoguerra e di come la sua famiglia ha affrontato i primi anni ‘50; molti i racconti divertenti, alcuni nati dalla fantasia dello scrittore, altri accaduti realmente

Già che siete collegati ad internet, cercatevi le vignette che disegnava sull’OBBEDIENZA CIECA ED ASSOLUTA, degli strani personaggi trinariciuti! Le capivo anche io, che di politica sono ZERO!!!

OBBEDIENZA CIECA, PRONTA, ASSOLUTA
«Contrordine compagni! La frase pubblicata sull'Unità "Il Fronte deve radunare almeno nove milioni di viti" contiene un errore di stampa, e pertanto va letta: Il Fronte
deve radunare almeno nove milioni di voti".»
(Candido 20/3/48)

Piccola nota: non capisco come mai Rete 4 abbia trasmesso in ordine sparso i 5 episodi di Don Camillo … comunque sia, le hanno trasmesse

Barbara

Scritto da: penpal alle ore 11:11 | link | commenti (6) | categoria: dacartaapellicola